Consigli di pittura:

DAL “NULLA”… ALLA “STORIA”

CONSIGLI UTILI PER REALIZZARE UN PICCOLO “CAPOLAVORO” RICICLANDO VECCHIE SQUADRE INCOMPLETE O NON PIU’ DÌ VOSTRO GRADIMENTO

FASE 1 – DAL “DISINCROSTATO” ALL’IDEA

Riciclate dalla vostra collezione una vecchia squadra che non utilizzate più per giocare o che non piacendovi ormai più vorreste trasformarla in una di vostro gradimento. Nel caso in cui si tratti di una tipica squadra degli anni ’80 con colori della maglia “stampata industrialmente” (cioè non dipinta a mano) limitatevi a lavarla accuratamente con l’ausilio di un comunissimo sapone per piatti (nessun prodotto attualmente è in grado di garantire al 100% una totale eliminazione del colore) rimuovendo polvere e segni d’invecchiamento prima di procedere all’eventuale pitturazione.

In caso di omini dipinti a mano, invece, potete tranquillamente avvalervi dei “magici” ed ampiamente testati (dai migliori paint-makers subbuteo su piazza) poteri di MASTROLINDO DISINCROSTANTE FORNO E STOVIGLIE (acquistabile in un qualsiasi supermercato).  Prendete quindi un contenitore di vetro e adagiateci le miniature (non le basi – se di vostro interesse - che potrebbero perdere scorrevolezza alla fine del trattamento) distanziandole accuratamente l’una dall’altra prima di spruzzarci sopra il gel di Mastrolindo fino alla loro totale copertura. Lasciate agire il prodotto per circa tre ore e poi ripulite con dovizia gli omini con l’aiuto di un vecchio spazzolino da denti per grattare via i residui di colore nei punti più reconditi. A questo punto con una bella schiera di “disincrostati” davanti a voi date sfogo alla fantasia preparandovi all’azione per dar vita alla vostra idea.

                             

FASE 2 – DALLE RICERCHE ALLA SCELTA

Prima di prendere in mano il pennello accertatevi di aver dato fondo a tutte le opportune ricerche sulla divisa che volete realizzare. Per un buon risultato è, infatti, consigliabile documentarsi approfonditamente attraverso foto, libri, riviste riguardo ai dettagli che caratterizzano l’uniforme su cui si sta lavorando senza lasciare nulla al caso.

Importantissimo in questa seconda fase sarà anche un’attenta scelta dei colori da utilizzare, che dovranno gioco forza essere i più possibili rispondenti a quelli originali onde evitare d’incappare in grossolani errori che svilirebbero, di fatto, l’importanza e la riuscita di una squadra anche tecnicamente ben dipinta.

                           

FASE 3 - DAL “NULLA”… ALLA “STORIA”

Iniziate finalmente a pitturare la vostra nuova squadra facendo ben attenzione al sincronismo cromatico, dipingendo cioè prima di tutto le parti in cui vi troverete ad utilizzare colori meno coprenti degli altri (di solito i più chiari ad eccezione del bianco) e quindi più difficili da applicare senza incorrere in antipatiche ombreggiature in un secondo momento.  Dal “nulla”, insomma, i vostri omini cominceranno a prendere le sembianze desiderate.  Concentratevi in questa fase soprattutto sugli indumenti da gioco (maglia, calzoncini e calzettoni) badando bene a non coprire inavvertitamente gli spazi già tinteggiati o lasciati sverniciati per realizzare in seguito bordi, righe, stemmi o sponsorizzazioni. Terminato il grosso della divisa occupatevi degli scarpini ed immediatamente dopo dell’aspetto umano della miniatura colorando il viso, le braccia e le gambe e per ultimi i capelli. Armatevi infine di spilli, stecchini, teste d’ago e di tanta pazienza ed abbellite i vostri giocatori completando fregi, stemmi, baffi, bandane e quant’altro vogliate mettere addosso ai vostri eroi prima di farli entrare con tutti gli onori nella “Storia”.

                            

TEMPI, ATTREZZI E MATERIALI

Cominciamo a dire che il nemico peggiore di qualsiasi “miniaturista” esperto o principiante che sia è senza dubbio la “fretta”. Per rendere concreta l’idea di un lavoro d’apprezzabile qualità, perciò, è opportuno mettere immediatamente in chiaro che la realizzazione di una singola squadra occuperà porzioni più o meno lunghe della singola giornata per un totale di almeno mezza settimana (se si ha la possibilità, di lavorarci continuativamente). Questo perché, indipendentemente dal tipo di colori che saranno utilizzati (Humbrol, Rainbow, Molak - quelli classici - Vallejo, Life Color, Cittadel e Idea Smalti Maimeri – le varianti modellistiche – Tamiya, e Gunze Sangyo - gli acrilici di nuova generazione-) è assolutamente indispensabile che ogni applicazione del colore abbia il giusto tempo d’asciugatura, consolidamento e penetrazione per evitare sbavature grossolane.

Per quanto concerne l’attrezzatura, è quasi pleonastico premettere che la predilezione verso questo o quel tipo di strumentazione è assolutamente soggettiva e direttamente collegata alla predisposizione personale.  Senza dubbio occorrerà avere a portata di mano un’apprezzabile gamma di pennelli per decoro artistico di calibro oscillante dal n° 3/0 al n° 10/0, nonché stuzzicadenti, spilli, aghi e crini animali per ritoccare le sezioni più piccole oltre, ovviamente, a una varietà di colori (vedi sopra), solventi specifici e all’uopo “lenti” e “braccetti” da modellismo. Ricchissima infine la dotazione di materiali per il calcio-tavolo (in questo caso le figure) nuovi o riciclati disponibili attualmente in commercio.  Sono, infatti, oltre venti le figure tridimensionali in plastica (o derivati) di mini-calciatori (Subbuteo, Hasbro, Parodi, Soccer 3D, Stefan Corda, New Footy, Santiago etc…) censite e certificate dal 1949 ad oggi (vedi sezione apposita) nonché facilmente reperibili nel web-shopping. Insomma, se si ha voglia di mettersi alla prova, c’è solo l’imbarazzo della scelta.