Chi ci gioca li predilige per l’incredibile stabilità e l’efficacia nel tiro, chi li colleziona li adora per l’ampia varietà delle sembianze.
“MOULDED” … OLD PASSION !
Di Marco Scialanga
Prima puntata
Il coro è unanime: lunga vita ai “moulded”! Perché i “moulded” sono vari, sono belli, eccellenti per giocare, ideali per dipingere e splendidi da collezionare. Un’autentica manna, insomma, per “pittori”, “collezionisti” e “giocatori” di ogni livello e generazione, eppure stiamo parlando di un prodotto che non è figlio del moderno ed ingegnoso marketing globale, sempre tenacemente attento alle molteplici esigenze del mercato, ma di materiali pensati e realizzati, ad occhio e croce, una cinquantina di anni fa.
I cari, vecchi “moulded”, in realtà, ne hanno fatta di strada per arrivare fino ai giorni nostri, passando di mano in mano, resistendo, fieri della loro robustezza, alle incursioni irriverenti di bisturi e taglierini sapientemente azionati da famelici “cacciatori di basi” e alle più o meno amorevoli pennellate di abili pittori come di simpatici pasticcioni.
Se la paternità di questi famigerati figurini per giocare al calcio da tavolo è sicuramente ascrivibile alla “Subbuteo Sport Games LTD”, la loro precisa data di nascita non è, al contrario, ancora certa e forse non lo sarà mai.
Non è, invece, un mistero che i primi “moulded” furono forgiati, in principio, solo in via sperimentale. Sul finire degli anni cinquanta, infatti, Mr Adolph e i suoi più stretti collaboratori, ammaliati dai miracoli estetici che poteva produrre la lavorazione della plastica, iniziarono a produrre una serie di prototipi che in breve tempo avrebbero scritto indelebilmente la storia delle “Subbuteo-figures” fino ad approdare alla regina delle miniature, la “Heavyweight”.
Abbandonate le statiche “Flat”, la “Subbuteo Sport Games LTD”, incalzata anche dalla pur sempre valente concorrenza dello storico e prestigioso NEW FOOTY, quantunque ormai prossimo ad intonare il “canto del Cigno”, realizzò, infatti, in rapida successione una serie di figurini tridimensionali sempre più accattivanti e realistici.
Sfruttando l’innovativo sistema d’incastro a barretta tra la base e la figura sovrastante, già ampiamente sperimentato con le “Flat”, agli inizi degli anni sessanta fecero la loro prima timida apparizione sul mercato le così dette Old Heavyweight, figurini “tridimensionali” esteticamente ancora disadorni simili a quelli prodotti per breve tempo e con un “range” assai limitato dalla NEWFOOTY, ma che avevano il pregio di essere montati su basi finalmente più larghe e stabili rispetto agli incontrollabili “bottoni” fino ad allora utilizzati e, cosa non da poco, bicolori.
Contestualmente, però, ebbe inizio anche una massiccia produzione di “Moulded Figures”, ossia miniature altresì tridimensionali, con dettagli somatici sempre più realistici e posture variegate con la particolarità, però, di essere un corpo unico con l’inner.
Per svariati anni le ormai famose “scatole da gioco”, cioè il kit completo per giocare a Subbuteo (campo, porte, palline, 2 squadre – una rossa e una blu – ed eventualmente accessori aggiuntivi) furono esclusivamente dotate di miniature “moulded” formate da due elementi essenziali: la “statuina” del calciatore eretta su di un sottile piedistallo circolare ed una base basculante … (alla prossima puntata)