MONDO SUBBUTEO
L’INTERVISTA
ESCLUSIVA:
Nome:
Enrico
Cognome:
Tecchiati
Professione:
Imprenditore – Titolare di ASTROBASE
Anni: 49
“Enrico e il “gioco più
bello del mondo”
Quando hai cominciato a giocare a Subbuteo?
“Nel 1972, mia madre mi regalò la prima
“Club Set”, che conservo ancora oggi come una reliquia.
Campo per terra, giocatori massacrati sotto
le ginocchia, ma fu un innamoramento pazzesco, quella palla che
entrava in porta, la rete … non c’erano giochi elettronici, si
giocava a calcio in cortile, c’era l’erba in tanti condomìni, si
cresceva senza troppi pericoli.
Il Subbuteo, dai miei genitori e da quelli
dei miei amici, era quasi osteggiato perché ci teneva pomeriggi
interi in casa e non all’aria aperta!
Quando sei
diventato un giocatore agonista?
“Nel 1974, ho cominciato a viaggiare. 30
anni fa non c’erano le" low cost" e non si poteva andare a
giocare fuori Italia, ma nemmeno troppo lontani da casa.
Non c’erano cellulari, i genitori facevano
fatica ad avere il controllo della gita e spesso non ci si
muoveva.
Io, solo grazie alla mia natura zingara ed
alla larghezza di vedute della mia famiglia, riuscivo a giocare
la Coppa Italia a Verona o a Mestre, 1 e 2 ore di treno dalla
mia Bolzano.
Il tuo Palmares Individuale?
“Onestamente non
ho mai tenuto nota delle vittorie, che, sia a livello
individuale che a squadre sono state parecchie, anche se la
natura non mi ha dotato di quello che serve per essere un
campione, ma solo un buon giocatore, ostico e tignoso, che
nessuno affrontava volentieri.
Ero il classico
giocatore che, per batterlo, dovevi proprio batterlo, insomma
per passeggiate e "goleade" ci si doveva rivolgere altrove.
Tutto lo sport
agonistico praticato in altre discipline, poi, mi ha sempre reso
un combattente. Non
a caso il mio idolo sportivo di riferimento era Jimmy Connors.
Non ho tenuto
nota, dicevo, ma tanti episodi sono vivi.
Diciamo che, nella
mia prima fase agonistica, dal 1974 al 1980, ricordo con grande
piacere il 5° posto assoluto al Torneo del Guerino del 1980, 2
giorni prima di partire per il servizio militare:
Penso ancora alla
finale : Tecchiati di Bolzano contro Fantozzi di Roma : 1 – 0.
Nella seconda
fase, dal 1999 ad oggi (perché non ho giocato fra il 1980 e il
1999), ho vinto diversi tornei Nazionali ed Internazionali nella
categoria Veterani, con 3 Major.
Avrei voluto vincere Mons, il più importante, ma mi sono
fermato in semifinale.
Per non parlare
delle ferite ancora aperte che mi hanno lasciato tanti
Campionati Mondiali individuali, dove sono arrivato al massimo
ai quarti di finale, giocati 3 – 4 volte, anche quando ero n. 1
del ranking mondiale.
Il Palmares di squadra?
“Con la Nazionale 5 titoli mondiali a
squadre in 10 anni.
A livello di Club
ho vinto diversi tornei, avendo avuto la fortuna di giocare
sempre in squadre di Top classifica : Perugia, Milano, e con
compagni stupendi, grandi giocatori e uomini in gambissima.
Oggi grande
esperienza con i Warriors Torino, squadra che vince eccome, e
che, dopo pochi mesi, mi ha eletto Capitano. Quando mi è stata
comunicata la decisione, mi sono detto: un Club che ha gli
stessi giocatori da 20 anni, elegge un Capitano appena arrivato?
Una gioia enorme, che mi ha inorgoglito, e che mi stimola a fare
bene. E’
sempre importante per vincere, e lo sappiamo tutti noi in
squadra, oltre alla bravura dei giocatori, la scelta delle
partite (chi contro chi) decisa dal Capitano.
Passare da una
vittoria possibile per 3 a 1 ad una sconfitta per 2 a 0 può
dipendere esclusivamente da una poco attenta disposizione delle
partite.
La vittoria che
ricordi con maggior piacere?
“Un
Sucy and
Brie ed un
Mattersburg con Perugia, vinti
anche grazie ai miei risultati. Tornei, dove ho dato più di
quanto tutti si
sarebbero aspettati.
E i 5 Campionati
del Mondo a squadre di cui parlavo prima, vinti con compagni
stupendi, primo fra tutti Renzo Frignan, per il quale ho un
affetto e una stima particolari”.
L’aneddoto più
curioso?
“Per me gli aneddoti da ricordare sono quelli fuori dal campo, e
ce ne sono tanti, troppi, molti nemmeno da poter raccontare”.
I tuoi “caps” in Nazionale?
Subbuteo: 0
Fisct: 10 campionati Mondiali consecutivi,
sia individuali che a squadre, fra il 1999 e il 2008
Il tema scottante:
“CdT vs Subbuteo”
Da alcuni anni, e sarebbe disonesto negarlo,
il “macro-mondo subbuteistico” italiano si lacera l’anima,
seppur con grande rispetto reciproco, in nome della presunta o
tale dicotomia tra “oldisti” e “progressisti”, tanto da
consacrare nei fatti un’autentica scissione filosofica dei due
movimenti. Tu che hai vissuto da protagonista, in campo e fuori,
l’evoluzione della specie, pensi davvero che si tratti di una
frattura ormai insanabile o intravedi nel medio-lungo periodo
sempre più ampi margini di dialogo e distensione?
“Come in tutte le cose della vita, gli
“integralisti” non costruiscono nulla . Sono troppo amante della
libertà, per me possono giocare tutti, e come vogliono. Nessuno,
però, ha il diritto di criticare o ghettizzare l’altro.
Poi, è assolutamente giusto che, nell’
ambito sportivo, ognuno crei le regole della sua “appartenenza”,
e abbia la coerenza di giocare solo da una parte, se così la
pensa.
Il problema, che - temo - ci frenerà ancora
per molto, può essere il solito vizio tutto italiano di curare
solo il proprio” orticello” per bieco interesse o sfrenato
protagonismo personale, senza pensare , invece, al bene comune
del gioco.
Gli impegni professionali, purtroppo, non mi
consentono più di dedicare tanto tempo al gioco e quindi non mi
pongo il problema di scegliere, ma come Azienda, Astrobase è
presente fortemente in tutti e due i mondi, con orgoglio, senza
remore e soprattutto senza “doppiogiochismi”.
Astrobase è semplicemente rispettosa della
libertà di ognuno di giocare a quello che vuole, mettendo sul
mercato materiale che, se piace, viene comperato”.
L’idea meravigliosa:
Astrobase
Hai desiderato, pensato e realizzato con
arguzia, competenza e dedizione uno dei più vasti e completi
“shop-on-line” che trattano materiali per il subbuteo/calcio
tavolo, catalizzando in pochi anni l’apprezzamento di
appassionati e collezionisti. Svelaci qualche segreto!
Come e quando nasce la meravigliosa idea di
“Astrobase”?
“La mia esperienza lavorativa parla di 20
anni passati nel mondo della cosmetica, da venditore a capo
area, a direttore vendite, a responsabile estero, direi
un’esperienza commerciale ragguardevole.
Quando nel 1999, al mio ritorno al gioco, mi
accorsi che il materiale mancava nel mondo a tutti i livelli,
diventai distributore Italia per un nostro attuale concorrente.
Ma la mancanza di cura, di qualità e di
“tocco” (quello che gli americani chiamano il “taste”, la
capacità innata di creare qualità e bellezza), a me che venivo
dalla cosmetica, parevano un delitto.
Per questo motivo mi sono staccato quasi subito per
mettermi in proprio.
Portare Astrobase dove è oggi nel mondo, è stato naturale, per
l’esperienza di cui ti parlavo prima e per la mia indole.
I più vecchi di noi possono chiudere gli occhi e ricordare
cos’era il materiale da gioco prima di Astrobase, e cos’è oggi”.
A differenza di
altri, il tuo catalogo ha previsto fin dagli inizi la produzione
e la commercializzazione di prodotti non esclusivamente
settoriali, ma sostanzialmente orientati a soddisfare qualsiasi
richiesta.
Perché questa
scelta?
“Vorrei far notare, intanto, che ASTROBASE,
oggi, è l’unica azienda al mondo che lavora a tempo pieno
in questo settore, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 . ASTROBASE è
per sua natura un’ Azienda che basa la propria forza sulla
profonda conoscenza della materia e sull’
apertura mentale con uno
sguardo a 360° sul mondo del Subbuteo/calcio tavolo,
senza improvvisazione o smania di centrare obiettivi personali a
breve termine, come comprarsi il salotto nuovo, il macchinone o
il Rolex da “Vip” con gli utili.
Da anni, io prendo da Astrobase quello che
mi serve per vivere, il resto è investimento continuo e
ossessivo nel prodotto e ampliamento di locali di lavoro.
Commercialmente,
poi, credo di aver capito che chi ha bisogno di qualcosa vuole
poterla trovare in un posto solo, con ordini comodi, una sola
spesa di spedizione, competenza, serietà, consulenza continua e
reputazione mondiale, tutte cose da sempre a disposizione dei
nostri clienti, in un modo come quello del web in cui,
purtroppo, i “cialtroni” e i “disonesti” sono ancora troppi.
Il Subbuteo non è soltanto un gioco o uno
sport, ma è anche modellismo, collezionismo , estetica, per
questo da Astrobase è possibile acquistare materiale
professionale o semplicemente amatoriale, accessori tecnici o
semplicemente ornamentali, prodotti classici o di nuova
generazione .
Amare questo sport è giocosità, fantasia e
intelligenza. Ogni subbuteista, è un bambino nella testa quando
gioca,ma, di solito, anche un adulto di sani principi e con i
piedi ben piantati per terra.
Quello che credo di essere io, e che insegno
a mio figlio.
Fantasia, gioco, e apertura mentale applicate a tutti i campi
della vita, per salvarsi in questo mondo omologato e piuttosto
piatto”.
Il salvagente:
Internet e il Subbuteo
Sono in molti,
e probabilmente a ragione, a pensare che l’avvento d’internet
abbia salvato il “subbuteo”, nella sua accezione più globale, da
una quasi ormai inevitabile estinzione, generando, di fatto, una
sorta di catarsi mondiale che ha dischiuso come per magia
cantine e soffitte e rigenerato una passione che sembrava
sopita.
Tu cosa né
pensi?
“La rinascita del Subbuteo, inteso come
gioco e movimento, la si deve quasi esclusivamente a Internet.
Internet è stata un’invenzione incredibile,
quella che, insieme al computer, ha cambiato il mondo, il modo
di lavorare, di comunicare.
Non è uno strumento perfetto, e come tutte
le cose belle e nuove, se usate in modo sbagliato possono
diventare dei
boomerang; ma chi ci ha creduto, come noi, e ha saputo vedere da
subito le occasioni pazzesche che offriva, oggi è un passo
avanti a tutti, e tra questi anche i “subbuteisti” che hanno
saputo cogliere per tempo le grandi potenzialità di questo
strumento.
E’ ovvio che come Aziende e Community non
vogliamo e non dobbiamo fermarci ai primi successi. Auguriamo,
perciò, al gioco più bello del mondo una diffusione ancora
superiore, magari quando, per una incredibile magìa, il
rimbambimento elettronico finirà e questo tornerà ad essere un
gioco conosciuto e usato da tutti, com’era negli anni 70.
Noi di Astrobase ci saremo sicuramente, a
fare la nostra parte per non farlo arretrare mai”.
Grazie Enrico!
“Grazie a Voi e un saluto affettuoso a tutti
gli amici
subbuteisti e calciotavolisti”!!!