MONDO SUBBUTEO

L’INTERVISTA ESCLUSIVA:

 A TU PER TU, CON: ENRICO TECCHIATI

 Stimato subbuteista negli anni ’70, nazionale italiano Fisct per quasi dieci anni di fila, dal 1999 al 2008, un palmares da fare invidia ai fuoriclasse del “calcio vero” e da alcuni anni, anche ideatore e titolare di uno dei più vasti e completi “shop-on-line” al mondo che producono e trattano materiali per il subbuteo/calcio tavolo.

  di Marco Scialanga 

 

 Profilo personale

 

Nome:  Enrico

Cognome:  Tecchiati

Professione:  Imprenditore – Titolare di ASTROBASE

Anni: 49

 

 L’amore infinito:

“Enrico e il “gioco più bello del mondo”

 

Quando hai cominciato a giocare a Subbuteo?

“Nel 1972, mia madre mi regalò la prima “Club Set”, che conservo ancora oggi come una reliquia.

Campo per terra, giocatori massacrati sotto le ginocchia, ma fu un innamoramento pazzesco, quella palla che entrava in porta, la rete … non c’erano giochi elettronici, si giocava a calcio in cortile, c’era l’erba in tanti condomìni, si cresceva senza troppi pericoli.

Il Subbuteo, dai miei genitori e da quelli dei miei amici, era quasi osteggiato perché ci teneva pomeriggi interi in casa e non all’aria aperta!

Quando sei diventato un giocatore agonista?

“Nel 1974, ho cominciato a viaggiare. 30 anni fa non c’erano le" low cost" e non si poteva andare a giocare fuori Italia, ma nemmeno troppo lontani da casa.

Non c’erano cellulari, i genitori facevano fatica ad avere il controllo della gita e spesso non ci si muoveva.

Io, solo grazie alla mia natura zingara ed alla larghezza di vedute della mia famiglia, riuscivo a giocare la Coppa Italia a Verona o a Mestre, 1 e 2 ore di treno dalla mia Bolzano.

Il tuo Palmares Individuale?

“Onestamente non ho mai tenuto nota delle vittorie, che, sia a livello individuale che a squadre sono state parecchie, anche se la natura non mi ha dotato di quello che serve per essere un campione, ma solo un buon giocatore, ostico e tignoso, che nessuno affrontava volentieri.

Ero il classico giocatore che, per batterlo, dovevi proprio batterlo, insomma per passeggiate e "goleade" ci si doveva rivolgere altrove.

Tutto lo sport agonistico praticato in altre discipline, poi, mi ha sempre reso un combattente.  Non a caso il mio idolo sportivo di riferimento era Jimmy Connors.

Non ho tenuto nota, dicevo, ma tanti episodi sono vivi.

Diciamo che, nella mia prima fase agonistica, dal 1974 al 1980, ricordo con grande piacere il 5° posto assoluto al Torneo del Guerino del 1980, 2 giorni prima di partire per il servizio militare:

Penso ancora alla finale : Tecchiati di Bolzano contro Fantozzi di Roma : 1 – 0.

Nella seconda fase, dal 1999 ad oggi (perché non ho giocato fra il 1980 e il 1999), ho vinto diversi tornei Nazionali ed Internazionali nella categoria Veterani, con 3 Major.  Avrei voluto vincere Mons, il più importante, ma mi sono fermato in semifinale.

Per non parlare delle ferite ancora aperte che mi hanno lasciato tanti Campionati Mondiali individuali, dove sono arrivato al massimo ai quarti di finale, giocati 3 – 4 volte, anche quando ero n. 1 del ranking mondiale.

 

Il Palmares di squadra?

“Con la Nazionale 5 titoli mondiali a squadre in 10 anni.

A livello di Club ho vinto diversi tornei, avendo avuto la fortuna di giocare sempre in squadre di Top classifica : Perugia, Milano, e con compagni stupendi, grandi giocatori e uomini in gambissima.

Oggi grande esperienza con i Warriors Torino, squadra che vince eccome, e che, dopo pochi mesi, mi ha eletto Capitano. Quando mi è stata comunicata la decisione, mi sono detto: un Club che ha gli stessi giocatori da 20 anni, elegge un Capitano appena arrivato? Una gioia enorme, che mi ha inorgoglito, e che mi stimola a fare bene.   E’ sempre importante per vincere, e lo sappiamo tutti noi in squadra, oltre alla bravura dei giocatori, la scelta delle partite (chi contro chi) decisa dal Capitano.

Passare da una vittoria possibile per 3 a 1 ad una sconfitta per 2 a 0 può dipendere esclusivamente da una poco attenta disposizione delle partite.

La vittoria che ricordi con maggior piacere?

Un Sucy and Brie ed un Mattersburg con Perugia, vinti anche grazie ai miei risultati. Tornei, dove ho dato più di quanto tutti  si sarebbero aspettati.

E i 5 Campionati del Mondo a squadre di cui parlavo prima, vinti con compagni stupendi, primo fra tutti Renzo Frignan, per il quale ho un affetto e una stima particolari”.

L’aneddoto più curioso?

“Per me gli aneddoti da ricordare sono quelli fuori dal campo, e ce ne sono tanti, troppi, molti nemmeno da poter raccontare”.

I tuoi “caps” in Nazionale?

Subbuteo: 0

Fisct: 10 campionati Mondiali consecutivi, sia individuali che a squadre, fra il 1999 e il 2008

 

Il tema scottante:

“CdT vs Subbuteo”

 

Da alcuni anni, e sarebbe disonesto negarlo, il “macro-mondo subbuteistico” italiano si lacera l’anima, seppur con grande rispetto reciproco, in nome della presunta o tale dicotomia tra “oldisti” e “progressisti”, tanto da consacrare nei fatti un’autentica scissione filosofica dei due movimenti. Tu che hai vissuto da protagonista, in campo e fuori, l’evoluzione della specie, pensi davvero che si tratti di una frattura ormai insanabile o intravedi nel medio-lungo periodo sempre più ampi margini di dialogo e distensione?

“Come in tutte le cose della vita, gli “integralisti” non costruiscono nulla . Sono troppo amante della libertà, per me possono giocare tutti, e come vogliono. Nessuno, però, ha il diritto di criticare o ghettizzare l’altro.

Poi, è assolutamente giusto che, nell’ ambito sportivo, ognuno crei le regole della sua “appartenenza”, e abbia la coerenza di giocare solo da una parte, se così la pensa.

Il problema, che - temo - ci frenerà ancora per molto, può essere il solito vizio tutto italiano di curare solo il proprio” orticello” per bieco interesse o sfrenato protagonismo personale, senza pensare , invece, al bene comune del gioco.

Gli impegni professionali, purtroppo, non mi consentono più di dedicare tanto tempo al gioco e quindi non mi pongo il problema di scegliere, ma come Azienda, Astrobase è presente fortemente in tutti e due i mondi, con orgoglio, senza remore e soprattutto senza “doppiogiochismi”.

Astrobase è semplicemente rispettosa della libertà di ognuno di giocare a quello che vuole, mettendo sul mercato materiale che, se piace, viene comperato”.

 

L’idea meravigliosa:

Astrobase

 

Hai desiderato, pensato e realizzato con arguzia, competenza e dedizione uno dei più vasti e completi “shop-on-line” che trattano materiali per il subbuteo/calcio tavolo, catalizzando in pochi anni l’apprezzamento di appassionati e collezionisti. Svelaci qualche segreto!

Come e quando nasce la meravigliosa idea di “Astrobase”?

“La mia esperienza lavorativa parla di 20 anni passati nel mondo della cosmetica, da venditore a capo area, a direttore vendite, a responsabile estero, direi un’esperienza commerciale ragguardevole.

Quando nel 1999, al mio ritorno al gioco, mi accorsi che il materiale mancava nel mondo a tutti i livelli, diventai distributore Italia per un nostro attuale concorrente.

Ma la mancanza di cura, di qualità e di “tocco” (quello che gli americani chiamano il “taste”, la capacità innata di creare qualità e bellezza), a me che venivo dalla cosmetica, parevano un delitto.  Per questo motivo mi sono staccato quasi subito per mettermi in proprio.

Portare Astrobase dove è oggi nel mondo, è stato naturale, per l’esperienza di cui ti parlavo prima e per la mia indole.

I più vecchi di noi possono chiudere gli occhi e ricordare cos’era il materiale da gioco prima di Astrobase, e cos’è oggi”.

A differenza di altri, il tuo catalogo ha previsto fin dagli inizi la produzione e la commercializzazione di prodotti non esclusivamente settoriali, ma sostanzialmente orientati a soddisfare qualsiasi richiesta.

Perché questa scelta?  

“Vorrei far notare, intanto, che ASTROBASE, oggi, è l’unica azienda al mondo che lavora a tempo pieno in questo settore, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 . ASTROBASE è per sua natura un’ Azienda che basa la propria forza sulla profonda conoscenza della materia e sull’ apertura mentale con uno sguardo a 360° sul mondo del Subbuteo/calcio tavolo, senza improvvisazione o smania di centrare obiettivi personali a breve termine, come comprarsi il salotto nuovo, il macchinone o il Rolex da “Vip” con gli utili.

Da anni, io prendo da Astrobase quello che mi serve per vivere, il resto è investimento continuo e ossessivo nel prodotto e ampliamento di locali di lavoro.

Commercialmente, poi, credo di aver capito che chi ha bisogno di qualcosa vuole poterla trovare in un posto solo, con ordini comodi, una sola spesa di spedizione, competenza, serietà, consulenza continua e reputazione mondiale, tutte cose da sempre a disposizione dei nostri clienti, in un modo come quello del web in cui, purtroppo, i “cialtroni” e i “disonesti” sono ancora troppi. 

Il Subbuteo non è soltanto un gioco o uno sport, ma è anche modellismo, collezionismo , estetica, per questo da Astrobase è possibile acquistare materiale professionale o semplicemente amatoriale, accessori tecnici o semplicemente ornamentali, prodotti classici o di nuova generazione .

Amare questo sport è giocosità, fantasia e intelligenza. Ogni subbuteista, è un bambino nella testa quando gioca,ma, di solito, anche un adulto di sani principi e con i piedi ben piantati per terra.

Quello che credo di essere io, e che insegno a mio figlio.  Fantasia, gioco, e apertura mentale applicate a tutti i campi della vita, per salvarsi in questo mondo omologato e piuttosto piatto”.

 

Il salvagente:

Internet e il Subbuteo

 

Sono in molti, e probabilmente a ragione, a pensare che l’avvento d’internet abbia salvato il “subbuteo”, nella sua accezione più globale, da una quasi ormai inevitabile estinzione, generando, di fatto, una sorta di catarsi mondiale che ha dischiuso come per magia cantine e soffitte e rigenerato una passione che sembrava sopita.

Tu cosa né pensi?

“La rinascita del Subbuteo, inteso come gioco e movimento, la si deve quasi esclusivamente a Internet.

Internet è stata un’invenzione incredibile, quella che, insieme al computer, ha cambiato il mondo, il modo di lavorare, di comunicare.

Non è uno strumento perfetto, e come tutte le cose belle e nuove, se usate in modo sbagliato possono diventare dei  boomerang; ma chi ci ha creduto, come noi, e ha saputo vedere da subito le occasioni pazzesche che offriva, oggi è un passo avanti a tutti, e tra questi anche i “subbuteisti” che hanno saputo cogliere per tempo le grandi potenzialità di questo strumento.

E’ ovvio che come Aziende e Community non vogliamo e non dobbiamo fermarci ai primi successi. Auguriamo, perciò, al gioco più bello del mondo una diffusione ancora superiore, magari quando, per una incredibile magìa, il rimbambimento elettronico finirà e questo tornerà ad essere un gioco conosciuto e usato da tutti, com’era negli anni 70.

Noi di Astrobase ci saremo sicuramente, a fare la nostra parte per non farlo arretrare mai”.

Grazie Enrico!

“Grazie a Voi e un saluto affettuoso a tutti gli amici  subbuteisti e calciotavolisti”!!!